In tema di ventilazione la UNI 7129-2:2008 rappresenta la normativa di riferimento nel campo della progettazione, installazione e collaudo degli apparecchi a gas per uso domestico. Essa può essere applicata all’installazione di apparecchi aventi singola portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW e alla realizzazione della ventilazione e/o aerazione dei locali di installazione.
La norma riporta inizialmente una serie di definizioni:
– Apparecchio di Tipo A: apparecchio non previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione all’esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono nel locale di installazione.
– Apparecchio di Tipo B: apparecchio previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo che evacua i prodotti della combustione all’esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente avviene nel locale di installazione e l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso.
– Apparecchio di Tipo C: apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo dell’aria comburente, camera di combustione, scambiatore di calore e evacuazione dei prodotti della combustione) è a tenuta rispetto al locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale.
– Ventilazione: Afflusso dell’aria necessaria alla combustione.
– Aerazione: Ricambio dell’aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione, sia per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti. (definizione differente da quella proposta dalla UNI EN 12792:2005 la quale specificava che per aerazione si intende una “ventilazione naturale per mezzo dell’apertura delle finestre”; nel prosieguo di questa tema si farà quindi riferimento alla definizione riportata dalla UNI 7129-2:2008).
Tipologie di apparecchi
Apparecchi di tipo A
Gli apparecchi di tipo A sono apparecchi di piccola potenza a cui appartengono gli scaldacqua istantanei di portata termica utile fino a 11 kW, gli apparecchi ad accumulo fino ad una capacità utile di 50 l di acqua ed una portata termica di 4,65 kW, gli apparecchi indipendenti per il riscaldamento ambientale sino ad una portata termica di 3,5 kW e tutti gli altri apparecchi a gas aventi una portata termica fino a 2,9 kW, esclusi gli apparecchi di cottura (Gallizio, 1994).
Il punto 4.2.7 della norma sottolinea come sia vietata l’installazione di apparecchi di tipo A:
- Nei locali uso bagno, camere da letto e monolocali;
- Nei locali con volumetria minore di 1,5 mc/kW di portata termica installata e minore di 12 mc;
- In un unico locale, se la portata termica nominale complessiva dei medesimi è maggiore di 15 kW;
Il locale di installazione di un apparecchio di tipo A deve essere sempre aerato e ventilato solamente in maniera diretta; a tal fine devono essere obbligatoriamente realizzate nel locale stesso due aperture permanenti rivolte verso l’ambiente esterno.
- Una prima apertura, destinata alla aerazione del locale di installazione, deve essere posizionata in prossimità del soffitto, con filo inferiore ad un’altezza comunque non minore di 1,80 m dal pavimento e deve avere una sezione netta almeno pari a 100 cmq;
- Una seconda apertura, destinata alla ventilazione del locale, deve essere posizionata in prossimità del pavimento, con filo inferiore ad una altezza comunque non maggiore di 300 mm dal pavimento stesso e deve avere sezione netta almeno pari a 100 cmq.
Le aperture devono soddisfare i seguenti requisiti:
- Devono essere protette sia nella zona di ingresso che nella zona di uscita dell’aria mediante griglie o reti metalliche senza ridurne la sezione utile netta;
- Devono essere realizzate in modo da rendere possibili le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria
Assicurando la ventilazione del locale di installazione attraverso una o più aperture di ventilazione è necessario che abbiano, ciascuna, una sezione utile netta non minore di 100 cmq e che la somma delle sezioni nette di tali aperture, realizzate nel locale di installazione o, se consentito, in locale per l’aria comburente, deve essere non minore della sezione utile netta calcolata come riportato successivamente.
Apparecchi di tipo B
E’ vietata l’installazione di apparecchi di tipo B nei locali adibiti a camera da letto e ad uso bagno, così come in ambienti in cui siano presenti generatori di calore a legna (o combustibili solidi in genere) e in locali ad essi adiacenti e comunicanti (disposizione valida solo se gli apparecchi alimentati da combustibile solido non sono caratterizzati da un focolare di tipo stagno rispetto all’ambiente in cui sono installati).
Il locale di installazione degli apparecchi di tipo B deve essere sempre ventilato, inoltre deve essere aerato o aerabile.
La ventilazione può essere ottenuta in maniera diretta o indiretta. L’apertura di ventilazione può essere posizionata a qualsiasi quota rispetto al livello del pavimento.
Per gli apparecchi di tipo B alimentati da gas combustibile avente densità relativa ≥ 0,8, devono essere posizionate ad una altezza non maggiore di 300 mm dal pavimento.
Per il dimensionamento delle aperture si veda quanto riportato più avanti.
Assicurando la ventilazione del locale di installazione attraverso una o più aperture di ventilazione è necessario che:
- Abbiano, ciascuna, una sezione utile netta non minore di 100 cmq;
- La somma delle sezioni nette di tali aperture, realizzate nel locale di installazione o, se consentito, in locale per l’aria comburente, deve essere non minore della sezione utile netta calcolata come riportato più avanti.
Qualora si utilizzi un condotto di ventilazione o condotti collettivi è opportuno che la canalizzazione:
- Sia impermeabile ai fumi e ai gas;
- Sia priva di cambi di direzione a spigoli vivi;
- Abbia una sezione netta almeno pari a 1,5 la sezione netta prevista nel caso di apertura di ventilazione non canalizzata e comunque non minore di 150 cmq.
- Sia comunque collegata a parete rivolta verso l’esterno di un locale adiacente al locale di installazione.
Apparecchi di tipo C
Il locale di installazione di un apparecchio di tipo C non richiede aperture di ventilazione.
In ogni caso si richiede che il locale sia aerabile o aerato in maniera diretta purché le aperture:
- Siano tutte realizzate nel locale di installazione;
- Abbiano, ognuna di esse una superficie utile netta non minore di 100 cmq.
Apparecchi di cottura
Si tratta di apparecchi destinati alla cottura dei cibi che possono essere alimentati a gas o ad energia elettrica: i piani di cottura, i forni, le friggitrici, piastre di cottura, ecc.
Nel corso della cottura dei cibi si forma principalmente vapore acqueo, anidride carbonica, particelle liquide e solide (le più piccole, dell’ordine tra 0,01 e 3 µm sono il frutto della ricondensazione dei vapori di grasso) ma anche ossido di azoto (NO), dalla fiamma, che può dar luogo a formazione di biossidi di azoto e ozono nocivi per la salute. Perciò il locale di installazione di un apparecchio di cottura deve essere sempre aerato e ventilato. L’aerazione necessaria può essere ottenuta mediante l’installazione di uno dei seguenti sistemi:
- Cappa a tiraggio naturale collegata mediante un canale di esalazione ad un condotto o canna fumaria per vapori di cottura o direttamente all’esterno;
- Cappa aspirante elettrica (munita di ventilatore) collegata mediante un canale di esalazione ad un condotto per vapori di cottura o direttamente all’esterno. La cappa è da mettere in funzione per tutto il tempo di funzionamento dell’apparecchio;
- Elettroventilatore collocato sulla parte alta di una parete del locale di installazione (su serramenti e/o infissi rivolti verso l’esterno), oppure collegato ad un condotto di esalazione, ad uso proprio. L’elettroventilatore è da mettere in funzione per tutto il tempo di funzionamento degli apparecchi di cottura;
- Aerazione di tipo diretto secondo quanto indicato successivamente.
L’aerazione di tipo diretto è consentita purché:
- La portata termica nominale complessiva degli apparecchi di cottura non sia maggiore di 11,7 kW;
- La portata termica nominale massima complessiva riferita agli apparecchi di tipo A e agli apparecchi di cottura installati nello stesso locale non sia superiore a 15 kW.
A livello progettuale, la portata di aria di ricambio della cappa o dell’elettroventilatore deve essere pari ad almeno 1,72 mc/h per ogni kW riferito alla portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura compresi nel locale di installazione.
Tipologie di ventilazione
Ventilazione e/o aerazione diretta
La ventilazione e l’aerazione diretta possono essere realizzate tramite aperture permanenti, rivolte verso l’esterno, nel locale di installazione degli apparecchi, come visibile in Figura.
In alternativa:
- a) L’aerazione diretta può essere realizzata anche mediante condotti singoli o collettivi, facenti parte di un sistema integrato e progettato di ventilazione naturale per soddisfare sia le esigenze di aerazione sia per il ricambio d’aria degli ambienti.
Nel caso di sistema di ricambio dell’aria controllato mediante dispositivi meccanici, una avaria dell’organo di estrazione e/o immissione dell’aria, non deve impedire la corretta aerazione nei locali di installazione, ai fini della sicurezza degli impianti alimentati con combustibile gassoso. - b) La ventilazione diretta può essere realizzata anche mediante condotti singoli, collettivi o attraverso sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) a semplice o doppio flusso (quest’ultima non è ammessa in presenza di apparecchi di tipo A e B).


Per quanto riguarda i sistemi di ventilazione meccanica, il paragrafo B.2 specifica come se ne possano individuare due tipi:
- Sistemi a semplice flusso per estrazione (vedi Figura), costituiti da un unico ventilatore a funzionamento continuo a cui confluisce sia l’aria viziata dai locali “sporchi” (bagni e cucina) sia i prodotti della combustione dell’eventuale apparecchio di cottura con sorveglianza di fiamma (cioè con chiusura automatica dell’erogazione di gas in caso di spegnimento della fiamma, ad esempio per tracimazione di una pentola o per una corrente d’aria) dotato di cappa priva di proprio ventilatore e da opportuni dispositivi di tipo autoregolante o igroregolabile che richiamano aria dai locali “nobili” (soggiorno e camere da letto).
- Sistemi a doppio flusso (vedi Figura) realizzati grazie ad una doppia rete aeraulica collegata a due ventilatori distinti che realizzano mandata d’aria di rinnovo nelle stanze “nobili” e ripresa dell’aria dalle stanze “sporche”.
Il paragrafo specifica poi che, nel caso ci sia un apparecchio di tipo C e/o un apparecchio di cottura con sorveglianza di fiamma, il locale di installazione non necessita di aperture di ventilazione. Come anche alcuni autori sottolineano (Raisa, et al., 2010) questo rappresenta un passo avanti rispetto alle tecniche di costruzione tradizionali che prevedono le classiche prese d’aria in cucina, (anche nel caso di VMC) visto che molto spesso queste ultime non sono oggetto di un utilizzo corretto da parte dell’utente che in inverno tende a otturarle per evitare l’ingresso di aria fredda. Così, se da un lato la norma consente, nei casi specificati, di eliminare la presa di aria esterna, dall’altro è necessario provvedere ad intercettare il gas in assenza di ventilazione. Le Figure in appresso indicano la presenza di una elettrovalvola (9) sulla linea del gas (6) che dovrà essere collegata in qualche modo a un dispositivo (pressostato) che segnala la mancanza di flusso d’aria.
![]()

![]()
Ventilazione indiretta
E’ consentito l’utilizzo della ventilazione indiretta, purché il locale di installazione dell’apparecchio di utilizzazione e il locale per l’aria comburente siano entrambi privi di apparecchi di tipo A (vedi Figura).
Quando questo tipo di ventilazione è ammesso, il locale per l’aria comburente:
- a) Deve essere messo in comunicazione con il locale di installazione tramite apertura permanente, realizzata mediante maggiorazione della fessura tra porta e pavimento o con griglie su porte o pareti divisorie comuni a detti locali. La sezione utile netta deve essere almeno pari alla sezione utile netta dell’apertura di ventilazione presente nel locale per l’aria comburente;
- b) Non deve essere un locale ad uso bagno, o classificato con pericolo di incendio (come autorimesse, box), una camera da letto e non deve costituire parte comune dell’immobile;
- c) Non deve essere messo in depressione rispetto al locale da ventilare.


Calcolo della sezione netta totale delle aperture di ventilazione
La sezione netta totale S t (espressa in cmq), delle aperture destinate alla ventilazione del locale di installazione deve essere almeno pari a:
St = K x Q ≥ 100 cmq
dove:
K = coefficiente di ventilazione pari a 6 cmq / kW
Q = portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi installati nel medesimo locale espressa in kW.
Da questo calcolo sono esclusi gli apparecchi di tipo C.
E’ consentito suddividere la sezione totale calcolata secondo la formula sopra riportata su una o più aperture purché la sezione minima di ciascuna apertura non sia minore di 100 cmq.
Se nel locale di installazione di apparecchi di tipo B o in locali direttamente comunicanti sono presenti estrattori elettro-meccanici, per esempio le cappe aspiranti di tipo elettrico e/o elettroventilatori, ecc. collegati con l’esterno, la sezione di ventilazione utile totale netta calcolata con la formula sopra deve essere maggiorata. Questa maggiorazione deve essere realizzata in funzione della massima portata dell’estrattore in modo da garantire che la velocità v dell’aria all’ingresso dell’apertura sia minore di 1 m/s.
In Tabella sono riportate le maggiorazioni necessarie per soddisfare le normali esigenze di ventilazione in presenza di estrattori dimensionati considerando una portata d’aria pari a 1,72 mc/h per kW installato.
L’appendice A della normativa riporta inoltre una metodologia di calcolo per determinare la sezione totale netta delle aperture di aerazione e ventilazione utilizzabile in tutti i casi, comprese le situazioni in cui sono preesistenti privi del dispositivo di sorveglianza di fiamma, e cappe e/o estrattori elettro-meccanici (elettroventilatori) di qualsiasi portata.
Il presente metodo non si applica in presenza di sistemi di aerazione e/o ventilazione meccanica controllata per i quali la superficie minima risulta essere quella calcolata nel procedimento prima esposto.
La sezione netta totale St1 delle aperture destinate alla aerazione e alla ventilazione del locale di installazione deve essere almeno pari a:
dove:
QA = portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli apparecchi di tipo A installati nel locale;
QB = portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli apparecchi di tipo B installati nel locale;
QC = portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli apparecchi di cottura preesistenti, senza dispositivo di sorveglianza di fiamma, installati nel locale;
QCS = portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma, installati nel locale.
Il parametro K, in relazione alla modalità di evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale e in relazione ad ulteriori condizioni di installazione aggiuntive, può assumere i valori numerici qui di seguito riportati:
a) K = 0 se l’evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale è assicurata mediante cappa a tiraggio naturale, cappa aspirante elettrica o elettroventilatore e se, contemporaneamente, risultano soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:
o Nessun apparecchio di tipo B e/o di tipo A e/o nessun apparecchio di cottura senza dispositivo di sorveglianza di fiamma installato nel locale;
o Portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati non maggiore di 11,7 kW;
o Volumetria del locale di installazione non minore di 20mc. Ai fini del calcolo della volumetria del locale di installazione si considera anche il locale adiacente e comunicante senza interposizione di porte, purché detto locale non sia adibito a camera da letto, non sia sede di installazione di apparecchi a gas (di tipo A e/o B) e non sia un locale classificato con pericolo di incendio;
o Presenza nel locale di installazione di porte, finestre e/o portafinestra, apribili, e installate su pareti perimetrali rivolte verso l’esterno.
b) K = 1 se l’evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale è assicurata mediante cappa a tiraggio naturale o aspirante elettrica oppure mediante elettroventilatore.
c) K = 2 se l’evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma è assicurata mediante apertura permanente di aerazione e se, contemporaneamente, risultano soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:
o portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale non maggiore di 11,7 kW;
o portata termica nominale massima complessiva riferita agli apparecchi di tipo A e agli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale non maggiore di 15 kW.
In sostituzione della relazione sopra citata, se nel locale sono installati apparecchi di tipo B e se nel locale medesimo, o in locale con esso comunicante, è collocato un elettroventilatore o una cappa aspirante elettrica con portata oraria di ricambio di aria Q E
espressa in mc/h, si deve utilizzare la relazione seguente:
purchè risulti soddisfatta la seguente condizione:
In Tabella sono riportati i valori di S T2 in corrispondenza di prefissati valori di riferimento di portata termica Q B (kW) e di portata oraria di ricambio di aria Q E (mc/h).
![]()
Valore minimo della sezione netta totale
La verifica del valore minimo della sezione netta totale non deve essere eseguita quando il parametro K assume il valore zero.
La sezione netta totale deve essere non minore di 200 cmq nel caso in cui il locale è sede di installazione di un apparecchio di tipo A oppure di apparecchi di cottura senza sorveglianza di fiamma oppure di apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma, la cui evacuazione dei prodotti della combustione è assicurata mediante apertura permanente di aerazione. In tutti i restanti casi, la sezione netta totale deve essere non minore di 100 cmq.
Importante è la tipologia dei materiali di costruzione dei condotti di aerazione e ventilazione e quanto altro a riguardo che devono soddisfare determinate norme e precisamente:
Normativa di prodotto
La direttiva 89/106/CEE sui prodotti da costruzione definisce i requisiti essenziali per garantire l’affidabilità del prodotto e definisce la marcatura CE per sottolinearne la conformità. Tra questi prodotti ricadono i componenti dei sistemi di ventilazione, trattati dalla norma UNI EN 13141-x.
UNI EN 13141-x
Questa norma, che recepisce la direttiva europea, è suddivisa in dieci parti, articolate come in Tabella:
