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Classe contatori gas – Scelta del calibro

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Normalmente, per gli usuali allacci di gas metano ad uso civile, è il Distributore a scegliere la classe del contatore da installare a misura dei consumi da parte dell’utente. Scelta che deriva dalle informazioni ricevute dallo stesso utente da parte sia del Venditore con il quale viene formalizzata la fornitura di gas e da parte della ditta installatrice a seguito della redazione della documentazione come da Delibera 40/2014 e s.m.i e/o dichiarazione di conformità dell’impianto gas. Nel dettaglio:

Per individuare la potenzialità massima necessaria al funzionamento di tutti gli apparecchi e passare ad individuare il modello ed il calibro ideale di contatore, si deve essere a conoscenza della tipologia di utenza e del tipo di apparecchi installati.

La potenzialità necessaria deve essere fornita dal cliente finale ma può anche, se necessario essere dedotta dalle targhe degli apparecchi; in mancanza di queste condizioni è possibile approssimare la potenzialità installata utilizzando la seguente tabella (rif. gas metano).

screenshot.397
Per quanto riguarda la scelta del contatore idoneo per l’uso richiesto, ricordiamo che i contatori sono normalizzati e suddivisi in classi ben precise (vedi tabella a fine pagina), riconducibili alla portata massima misurabile (Q max ), al fine di poter prevedere un modello di contatore per ogni singola esigenza.

I misuratori sono identificabili da un numero normale che ne identifica, come detto, la portata massima (Q max ), sulla base di cui risulterà possibile procedere ad individuare il contatore correttamente dimensionato.

Nella valutazione non vanno trascurati i bassi consumi ed il valore di sensibilità dei contatori alle basse portate; ad esempio un contatore a membrana con portata massima di 6˙000 litri/h (6 mc/h), può non essere conforme alle norme metrologiche e perdere ogni caratteristica di misurazione efficace al di sotto del limite superiore della portata minima, definita Q min , che equivale per questa classe di misuratore a 40 litri/h.

Considerando che una fiamma pilota permanentemente accesa consuma circa 25 ÷ 40 litri/h, determinando un consumo annuale, non trascurabile, di circa 350 mc , occorre valutare la necessità di installare:

a) un contatore della classe sopra indicata che tuttavia presenti, come contemplato dalla norma di riferimento, caratteristiche metrologiche più “spinte” in basso, con una portata minima, garantita dal fabbricante, inferiore a 40 litri/h (es. 25 litri/h);
b) un contatore del calibro direttamente inferiore.

Va infatti considerato che in un ambiente domestico difficilmente tutti gli apparecchi installati funzioneranno al massimo regime contemporaneamente, e pertanto si rimane normalmente al di sotto della portata volumetrica massima di 6˙000 litri/h. Vale la pena di ricordare che gli impianti domestici, per essere definiti tali, non possono avere apparecchi utilizzatori di singola portata termica nominale massima maggiore di 35 kW.

La quasi totalità delle società di distribuzione ha normalizzato il contatore avente portata massima di 6 mc/h (ex calibro G4) per le installazioni domestiche in quanto adeguato a questo uso, mentre le valutazioni precedenti assumono enorme importanza quando si devono installare contatori su derivazioni di utenza allacciate a reti di distribuzione canalizzata di GPL; in questo caso normalmente per usi domestici si utilizzano contatori aventi portata massima di 4 mc/h (ex calibro G2,5).

In base alla tipologia di utenza e pertanto al tipo di utilizzo del gas, agli apparecchi installabili o installati ed a quanto dichiarato dal cliente finale, riferendosi, se possibile, ai dati di targa degli apparecchi utilizzatori, si può individuare la potenzialità massima necessaria al funzionamento di tutti gli apparecchi e conseguentemente ad individuare il calibro ideale di contatore da installare (vedi tabella seguente).

In linea di principio, occorre fornire sempre al singolo cliente finale la possibilità di fruire contemporaneamente di tutte le apparecchiature installate e, pertanto, la sommatoria delle singole potenzialità dovrà risultare inferiore od la massimo uguale alla portata termica nominale della classe del contatore installato, ciò anche in previsione di possibili ulteriori installazioni future. In ogni caso, da un punto di vista più pratico, dovremo fare le seguenti considerazioni:

1. laddove risultino installati apparecchi (o gruppi di apparecchi) a gas che probabilmente non funzioneranno mai contemporaneamente, quali ad esempio una caldaia per il riscaldamento autonomo ed un condizionatore per il raffrescamento estivo, la scelta di considerare, ai fini del dimensionamento del contatore, soltanto quello di maggior potenzialità risulta indubbiamente sensata;

2. la sommatoria delle singole potenzialità degli apparecchi che invece potranno funzionare simultaneamente dovrà risultare inferiore od uguale alla portata termica massima della classe del contatore installato.

screenshot.398(*) calcolata considerando un potere calorifico inferiore (Hi) del metano uguale a 34,02 MJ/sm³
(8128 Kcal/sm³), come indicato nella norma UNI EN 437

 

Classe del contatore

In funzione della portata del contatore sono state normalizzate varie classi, secondo la serie R5, contraddistinte dalla lettera G:

CLASSEPortata min
(m³/h)
Portata nominale
(m³/h)
Portata max
(m³/h)
G1,60,0161,62,5
G2,50,0252,54
G40,0446
G60,06610
G100,11016
G160,161625
G250,252540
G400,44065
G650,6565100
G1001100160
G1601,6160250
G2502,5250400
G4004400650
G6506,56501 000
G1000101 0001 600
G1600161 6002 500
G2500252 5004 000
G4000404 0006 500
G6500656 50010 000
Suddivisione in classe dei contatori gas

Come può vedersi, la portata nominale è quella che contraddistingue le varie classi.

I misuratori di classe G1,6 e G2,5 sono impiegati, in pratica, solo per il GPL; gli abituali contatori domestici sono di classe G4. I contatori a membrana coprono le classi fino a G100; quelli a rotoidi da G10 a G650; quelli a turbina da G65 in poi. Altri misuratori, pur esistenti, non sono da considerarsi standard.

La legislazione italiana ha adottato ufficialmente questa classificazione con il D.P.R. 23 agosto 1982, n.857, pubblicato in GU Serie Generale n.319 del 19-11-1982 – Suppl. Ordinario -. In precedenza i contatori erano dotati di bollo metrico indicante, tra le altre informazioni, la sola erogazione oraria massima espressa in litri secondo quanto prescritto dall’Art. 34 del R.D. 12 giugno 1902, n.226. Classificare quindi i contatori fabbricati anteriormente al 1982 – ai fini contabili – è stata (ed è ancora) fonte di errori e contenziosi in quanto spesso basata approssimativamente solo sulle dimensioni fisiche del misuratore e non immediatamente mappabile sulle classi così normalizzate.

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